Cosa ti spinge a creare?
Ho sempre in mente il punto di partenza delle mie creazioni, ma l’elaborazione della matita e della pittura mi conduce in uno spazio nuovo, inesplorato. Inizio quindi a ritrovare quei segni primordiali, quel colore intenso, dei piccoli punti di luce che diventano uno spiraglio emotivo. Ritrovare ogni volta, anche in forma differente, tutti questi aspetti mi conduce a creare nuovamente.
Cosa ti ispira?
Il processo di creazione inizia dalla ricerca di immagini, che possono essere dati da un repertorio personale o dai canali mediatici. Passa diverso tempo e una continua ricerca perché una parte del soggetto ripreso in fotografia possa stuzzicare la mia fantasia e condurmi di fatto alla realizzazione finale.
Come dai vita alle tue opere?
Quando mi trovo davanti ad una superficie vuota, che possa essere una carta o una tela, l’istinto mi conduce a tracciare delle linee iniziali con matite più dure, fino a lasciarmi trasportare ai neri più intensi della grafite più morbida. Il disegno deve avere dei dettagli ricavati con un meticoloso processo. Prima di posizionare la copertura di un colore sopra, generalmente ad olio, mi soffermo sempre per guardare quello che è il disegno in quella fase, perché successivamente non sarà più lo stesso e non sarà possibile poter tornare indietro dopo aver fatto delle scelte. Il colore che viene posiziono sopra la superficie lascia solitamente intravvedere parte di quello che era stato creato, ma tutto l’insieme diventa un’opera differente, dove i soggetti tendono a dialogare e fare parte di un nuovo spazio che li pervade.
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