Samuele Atzori

Samuele Atzori

“Arte è incanalare le proprie esperienze emotive in oggetti reali, così che assumano il potere di trasmettere messaggi essenziali e immortali”

Cosa ti spinge a creare?

Il manichino è un oggetto che mi affascina da sempre, sin da quando ero molto piccolo. Inizialmente non avevo consapevolezza del motivo di tale attrazione, ma poi essa è emersa insieme all’apparizione, nella mia mente, della mia prima opera: completa, pronta, bisognosa solo di essere realizzata nel mondo reale. Da quel momento, mentre creavo, come un fiume in piena sgorgavano rivelazioni sul mio passato, in un intreccio di concetti lucidi e impulsi inconsci che si rivelavano nella loro verità. L’inconscio mi stava parlando. Così ho compreso il perché del manichino: quale miglior simbolo reale per comunicarmi – e comunicare agli altri – il mio desiderio di controllo sulla mia esistenza e di liberazione da situazioni non scelte? I manichini, rappresentando perfettamente la nostra realtà esteriore simbolica, mi hanno rivelato come, oltre all’aspetto materiale, esista una dimensione più profonda e metafisica. Ed è proprio insieme a loro, attraverso un percorso evolutivo fatto di scrittura, lettura, meditazione e creazione, che negli ultimi quindici anni sono riuscito finalmente a spiegare le ali e a ritrovare una consapevolezza più ampia. Questo mi ha permesso di riflettere al meglio sulla mia personalità introversa, trasformandola in una caratteristica fondamentale da far risuonare nelle opere d’arte e nelle attività culturali, con l’intento di smuovere le coscienze su un tema tanto delicato quanto poco esplorato.

Cosa ti ispira?

La mia scintilla nasce dal bisogno di esternare ciò che osservo e ho osservato nel mondo senza viverlo. “È arte l’espressione di un selvatico in un mondo domestico”

Come dai vita alle tue opere?

In alcune occasioni le mie opere arrivano complete nella mia mente, in altre prendono forma durante il processo. Il manichino da disegno è il protagonista eterno delle mie opere, la mia fissa. Utilizzo legno, gesso e resina. Adoro essere immerso nell’odore dei materiali, percependoli come se nel mio momento creativo fossi talmente dentro me stesso da palparli nel mio organismo. Adoro le simmetrie e ho le fisse per determinati numeri che poi emergono nelle mie opere.

Compongo le mie opere a casa, possibilmente in solitudine, spesso ascoltando musica rilassante, in modo da uscire dal mondo esteriore - cosa che già mi accade a cose normali - per rendere più naturale il mio processo creativo. I rituali che contraddistinguono il mio modo di vivere sono diversi, seppur innocui, e non fanno parte solo del mondo dell’arte.
Ho la fissa del camminare, percorro tantissimi chilometri, da sempre, e lo faccio anche per periodi lunghi diversi mesi, e spesso questo accade sulle mura di Lucca leggendo i libri che prediligo.

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