Cosa ti spinge a creare?
Dipingo perchè mi astrae dal tempo e dallo spazio, mi attrae la storia che c’è dietro ogni cosa rappresentata, perchè io le do la possibilità di essere immortale attraverso l’immagine dell’arte. Amo tantissimo dare un significato profondo a ciò che rappresento attraverso simboli e connessioni evidenti e meno evidenti, diciamo che il detto a buon intenditor poche parole funziona! Mi sento come un antico pittore del ‘500, che non lascia niente al caso ma che studia ogni piccolo dettaglio per far tornare i “conti” dell’opera.
Cosa ti ispira?
Nasce tutto dalla mia forte curiosità che ho per ogni gesto, esperienza, la voglia di conoscere, studiare e trovare le connessioni uguali o contrarie delle cose. Portare innovazione attraverso la tradizione, questo è il mio mood, infatti mi sento figlia degli antichi maestri più che della contemporaneità vivace ed estraniante, anche se mi affascina comunque.
Come dai vita alle tue opere?
Utilizzo molto ciò che più mi ha appassionato studiare sia dalla fotografia che dalla pittura tradizionale: dalla macrofotografia del sottobosco ho tratto l’ispirazione pittorica dei miei soggetti e il bassissimo punto di vista del terreno, dall’incisione xilografica i segni incisi e graffiati per dare rilievo ai dettagli, dalla stampa calcografica il monotipo per imprimere le foglie direttamente sul dipinto e creare l’impronta delle foglie, dalla doratura creare i punti di luce sacri e simbolici. dallo sfumato leonardesco le velature per creare effetti di profondità spaziali, dalla pittura magra preliminare a monocromo la base della pittura scura e macchiata da dove tirar fuori i punti di luce sottostanti.
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